Isolamento Coronavirus: encomio alle tre scienziate italiane

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Isolamento Coronavirus: encomio alle tre scienziate italiane

L’ordine dei Biologi (ONB) tributerà un encomio solenne alle tre ricercatrici del team dell’Ospedale Spallanzani che hanno isolato il Coronavirus codificandone il materiale genetico.

Un team di ricercatrici tutto al femminile

Le ricercatrice dell’Ospedale  Spallanzani Concetta Castelletti, Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita riceveranno questo importante riconoscimento il prossimo 20 febbraio nel corso del forum dedicato agli “Stati generali della ricerca” organizzato dall’Ordine nazionale dei Biologi, nella sala convegni dell’Istituto di genetica Ceinge di Napoli. Un team di ricercatrici tutto al femminile.

Il Presidente dell’ordine Vincenzo d’Anna coglie l’occasione per riprendere chi ha ironizzato sull’origine delle tre ricercatrici ma anche per ricordare al Ministro della salute Speranza e al Ministro dell’Università Manfredi la necessità di rivedere la legge Madia che condanna migliaia di ricercatori a un ruolo subalterno e scarsamente retribuito.


Goovi sceglie Proxima Salute: il 2020 si apre all’insegna del benessere naturale

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A partire dal primo gennaio Proxima Salute distribuisce il Brand GOOVI nel canale Farmacia: questa scelta è motivo di orgoglio e soddisfazione per tutto il team Proxima Salute che ha dimostrato ancora una volta professionalità, competenza, affidabilità, capacità capillare sul territorio.

Una linea di prodotti – cosmetici e integratori alimentari – fortemente incentrati sulla naturalità, sicurezza e innovazione: proprio i prodotti che piacciono a Proxima Salute!

A ulteriore dimostrazione della sua forza, Proxima Salute viene scelta da Brand importanti e di elevato valore scientifico, sui quali è fondamentale investire risorse ed energie.

La fiducia dei nostri partner si riflette nella volontà di Proxima Salute di migliorare in ogni campo e potenziare ogni servizio: dalla distribuzione alle attività di marketing, dalla rete vendite alla consulenza farmaceutica.

Il nuovo anno, per Proxima Salute, inizia quindi con una conferma del proprio valore e con un augurio di poter crescere ancora di più insieme ai propri Brand.


Qual è il rapporto tra cliente e farmacia?

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Qual è il rapporto tra cliente e farmacia?

TradeLab, azienda di analisi e consulenza di Milano, ha contattato più di 6.000 persone per analizzare il loro rapporto nei confronti della farmacia. Dall’indagine si riesce a delineare un quadro preciso delle dinamiche tra cliente e farmacista. In particolare, sono stati analizzati i fattori principali che condizionano la scelta della farmacia, il profilo dei clienti, i loro movimenti all’interno del punto vendita e il loro comportamento di acquisto.

Tra i dati rilevati nel 2019, il 50% delle persone si rivolge alla stessa farmacia, percentuale che cala rispetto ai risultati ottenuti dalla stessa indagine condotta nel 2017 e nel 2015 – rispettivamente del 54% e del 57%.

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Analizzando i fattori che influenzano e determinano la scelta della farmacia, la vicinanza è il fattore principale: il 50% di loro sceglie la farmacia sotto casa

La competenza del personale, la cortesia, l’assortimento, la fiducia e il prezzo sono motivazioni che scendono in secondo piano: rispettivamente con il 17%, l’11%, l’8%, il 7%, e il 6%.

Sono le donne, con una fascia di età dai 31 ai 59 anni, le clienti principali della farmacia, circa il 39%, mentre gli uomini, con la stessa fascia di età, sono il 19%.  Gli over 60 anni, i genitori con bambini al di sotto dei 3 anni, i giovani under 30 rispecchiano rispettivamente il 25%, l’10% e il 8% della clientela.

Dall’indagine di TradeLab si è riusciti anche a delineare i tipici spostamenti dei clienti all’interno della farmacia e i loro comportamenti di acquisto:

  • Il 41% interagisce con gli scaffali o gli espositori
  • Il 26% attende il proprio turno senza mostrare interesse ai prodotti presenti negli scaffali
  • Il 23% entra e si dirige direttamente al banco
  • Il 10% gira per gli scaffali durante l’attesa

Qual è il comportamento di acquisto? È programmato – quindi deciso prima di uscire di casa – il 76% degli acquisiti per l’OTC e il 67% degli acquisiti per il parafarmaco. Gli acquisti d’impulso sono in forte crescita a livello di categoria rispetto all’anno scorso: + 11% per gli integratori/OTC e +9% per il parafarmaco.

Queste due tipologie di acquisto, programmato e d’impulso, variano però in base alla categoria del prodotto e al profilo del consumatore. Per esempio, gli uomini e i senior programmano la categoria merceologica da acquistare (es. integratore alimentare per le difese immunitarie), ma scelgono il loro brand all’interno del punto vendita.

Le attività di marketing, cross-selling, l’allestimento e la disposizione dei prodotti condizionano la vendita di alcune categorie di prodotto, stimolando le scelte d’impulso e aumentando in questo modo le vendite.


Febbre alle porte. In quanti si affidano al farmacista?

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Febbre alle porte. In quanti si affidano al farmacista?

La stagione dell’influenza è in arrivo. 6 milioni di italiani rimarranno a letto e, dalla ricerca “Gli italiani e l’influenza stagionale” condotta da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione di Federchimica), il farmacista sarà una figura professionale di riferimento per gli influenzati.

La ricerca è riuscita a determinare infatti quanti sono gli influenzati che si affidano ai consigli del farmacista e quanti invece a quelli del medico o alle proprie conoscenze; a classificare i comportamenti tipici nei confronti dell’influenza e a delineare la percezione dei pazienti sul proprio comportamento in fatto di cura.

LA FIGURA PROFESSIONALE DEL FARMACISTA. 

UNA FIGURA IN CONTINUA EVOLUZIONE 

Secondo l’analisi – condotta online su un campione rappresentativo della popolazione – il farmacista sta diventando sempre più una figura professionale a cui richiedere consigli e domande relativi all’influenza.

Si parla del 23.2% della popolazione, quasi 1 italiano su 4.

La maggioranza degli italiani ricorre alle indicazioni del medico – il 53,2%; mentre chi si basa sulle proprie conoscenze e ai farmaci da banco è solo il 29.8%.

L’indagine ha inoltre classificato i comportamenti tipici degli influenzati, suddividendoli in quattro gruppi: gli iper-apprensivi, gli stakanovisti, i disinformati e i frettolosi.

Chi appartiene al primo gruppo, composto dagli iper- apprensivi (soprattutto uomini – il 18,4% vs 15% delle donne) contatta immediatamente il medico o si reca direttamente al pronto soccorso; gli stakanovisti invece (il 24,6% tra gli uomini e il 20,2% tra le donne) continuano le loro attività quotidiane, alleviando i sintomi con l’assunzione di farmaci.

I disinformati si affidano ai consigli di amici o parenti e alle ricerche su internet; infine l’ultimo gruppo, rappresentato dai frettolosi, anticipa i tempi, ritorna alla vita di tutti i giorni senza aspettare la totale guarigione.

Per quanto riguarda la percezione degli italiani sui loro comportamenti relativi alla cura della febbre, è emerso che la maggioranz – il 55% – dichiara di assumere un comportamento corretto nei confronti dell’influenza: riposo, automedicazione e contatto finale con il medico (dopo 3 giorni di persistenza dei sintomi). Il restante si divide tra chi contatta immediatamente il dottore, prendendo antibiotici e andando al pronto soccorso, e chi ritiene il riposo e l’alimentazione la miglior soluzione.

Dalla ricerca “Gli italiani e l’influenza stagionale” condotta da Assolute, il farmacista risulta una figura in continua evoluzione; non più incentrata esclusivamente sull’attività di dispensazione dei farmaci, ma sempre più sul consiglio e l’educazione sanitaria supportato da una serie di servizi correlati alla salute e alla prevenzione di patologie.


Il Drive-in arriva in farmacia

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Il Drive-in arriva in farmacia

Richard Hollingshead Jr. , un rivenditore di parti di ricambio per automobili,  “brevettò” l’idea del drive in, allestendo sul cofano della sua auto un proiettore 128 Kodak e un telo a due alberi.

Nel 1933 nasceva così in America il primo drive in: uno schermo dove proiettare un film, una macchina e uno snack sotto il cielo stellato.  Dieci anni dopo, negli Stati Uniti, si contavano circa 100 spazi dedicati ai film all’aperto.

OGGI A CORBETTA, IN UN COMUNE DI MILANO, VIENE INAUGURATA LA PRIMA FARMACIA DRIVE-IN.

Nel 1937 i fratelli Richard e Maurice McDonald aprivano un chiosco di hot dog; subito dopo un ristorante drive-in per gli automobilisti di passaggio. Un successo che ha fatto storia.

Oggi a Corbetta, in un comune di Milano, viene inaugurata la prima farmacia drive-in. Sarà possibile acquistare farmaci, prenotare visite all’ospedale, erogare esenzioni, tutto questo comodamente seduti nella propria auto.

La farmacia presterà il servizio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Il tempo determinerà se questo format avrà lo stesso successo per tutti i consumatori della farmacia.


L’effetto della Brexit per i farmacisti inglesi

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L’effetto della Brexit per i farmacisti inglesi 

Tra le conseguenze della Brexit, la deregolamentazione delle norme professionali europee offre oggi un’occasione imperdibile per i farmacisti del Regno Unito: la possibilità di ottenere l’abilitazione medica.

Il Pharmaceutical Journal, rivista farmacologica e di prodotti farmaceutici, riporta le parole di Simon Stevens, capo esecutivo del Sistema Sanitario nazionale britannico, che afferma di esser proiettato a un sistema sanitario: “più flessibile e permeabile”.

UN’OCCASIONE IMPERDIBILE PER I FARMACISTI DEL REGNO UNITO

Simon Stevens vuole sfruttare la nuova flessibilità resa possibile dalla Brexit, per dare la possibilità ai farmacisti di diventare medici, convertendo il loro titolo di Laurea, oppure aggiungendone un altro, agevolati dagli anni di esercizio della pratica clinica.

I finanziamenti destinati alla formazione continua dei professionisti ci sono e corrispondono a circa 150 milioni di sterline, provenienti dai finanziamenti destinati al sistema formativo Health education England (Hee) per il 2020/2021. Sono investimenti importanti e positivi che combaciano con l’aumento di personale verificatosi negli ultimi cinque anni; un dato positivo che non riesce però a risanare la continua mancanza di organico, stimata intorno alle 100 mila unità.

Di vedute opposte è la presidentessa della Royal Pharmaceutical Society, Sandra Gidley, che vuole continuare invece a focalizzarsi sulla figura da caregiver propria del farmacista: un professionista al servizio del paziente, in grado di aiutarlo sia nella gestione del farmaco sia nelle scelte consapevoli per la propria salute.  Un’intenzione indirizzata dunque a valorizzare le abilità e le competenze che il farmacista mette ogni giorno a disposizione dei propri clienti.


Quanto fanno bene al cuore le vacanze

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Quanto fanno bene al cuore le vacanze 

Sono gli inizi di agosto, tra il silenzio delle città e la chiusura degli uffici, si respira un’aria di vacanza.  Chi sceglie la vacanza in montagna, chi preferisce la quiete del lago, chi non riesce a rinunciare al mare e chi invece preferisce visitare città sconosciute e lontane. Le vacanze sono tanto attese e da oggi la scienza ci dà un motivo per amarle ancora di più: fanno bene alla salute del cuore.

QUANTO FA BENE AL CUORE PRENDERSI PIÙ BREAK DAL LAVORO 

Uno studio della Syracuse University, negli Usa, pubblicata su Psychology and Health, ha valutato tramite questionario il comportamento di 63 persone durante le vacanze, analizzando inoltre le analisi del sangue per valutare l’incidenza della sindrome metabolica. Una situazione critica ad alto rischio cardiovascolare caratterizzata da una grossa circonferenza vita (dovuta al grasso addominale in eccesso), ipertensione arteriosa e alterata glicemia a digiuno.

Tutti i partecipanti della ricerca avevano preso 5 pause dal lavoro negli ultimi 12 mesi con 2 settimane di ferie pagate. Dal questionario di valutazione delle vacanze le persone prendono positivamente le vacanze, esprimendo bassi livelli di stress per il viaggio, la gestione dei figli e la spese del viaggio.

La ricerca ha dimostrato che le persone che prendono più break dal lavoro durante l’anno diminuiva il rischio di incidenza metabolica. In particolare, il pericolo di sviluppare fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e il diabete è diminuito di quasi un quarto per ogni periodo di vacanza aggiuntivo preso dai partecipanti.


Novità: aziende pharma al festival del cinema internazionale delle malattie rare

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Novità: aziende pharma al film festival internazionale delle malattie rare

Dall’incontro e dalla volontà di due professioniste – Serena Bartenazzi, professionista nell’ambito della comunicazione affetta da una malattia rara e Claudia Crisafio, attrice e autrice – nasce “Uno sguardo raro”, rassegna di video spot, cortometraggi e docu-film che raccontano l’esperienza di chi convive con una malattia rara.

Dopo le prime due edizioni, nel 2016 e nel 2017, la rassegna diventa un festival del cinema internazionale e arriva così oggi alla quinta edizione con una novità: un premio rivolto alle aziende pharma e alle associazioni di pazienti per la realizzazione di video di sensibilizzazione alla malattia e di incoraggiamento al cambiamento.

AL CINEMA LE AZIENDE PHARMA

Il bando 2020 è aperto fino al 30 Novembre 2019, l’iscrizione è gratuita e prevede la possibilità di realizzare 6 categorie: cortometraggi italiani, cortometraggi internazionali, cortometraggi di animazione, corto/spot di sensibilizzazione (in collaborazione con la Federazione relazioni pubbliche italiane), corto/spot istituzionale di comunicazione in sanità (in collaborazione con Pa Social, Associazione Nazionale per la nuova comunicazione).

I lavori saranno giudicati e premiati da una giuria composta da professionisti del cinema, della comunicazione, del mondo scientifico e dalle associazioni di pazienti con malattie rare. Sarà premiata la miglior azienda farmaceutica che riuscirà ad avere un più elevato impatto comunicativo.

Il festival del cinema internazionale sulle malattie rare ha l’obiettivo di aumentare l’attenzione e portare alla luce il percorso di vita che le persone affette da malattie rare e/o disabilità affrontano con le loro famiglie e i caregivers, allontanandole in questo modo dal senso di isolamento che spesso vivono.  Insieme condividono e appoggiano la frase di Ingmar Bergman: “Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima”.

Il festival oltre a raccontare la storia dei malati rari, stimola il mondo della comunicazione cinematografica ad affrontare temi sensibili e difficili, non solo sottoforma di semplice racconto e rappresentazione delle loro vite ma anche per far riflettere e creare un elevato impatto emotivo, andando a toccare i tasti della sensibilità, dell’empatia e dell’inclusione.

Fonte: AboutPharma


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