Costruisci la tua farmacia 4.0

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Proxima Salute National Sales Days: ripartiamo insieme per nuove sfide.

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Proxima Salute National Sales Days: ripartiamo insieme per nuove sfide.

La convention nazionale “Proxima Salute National Sales Days” è in programma il 18 e 19 gennaio 2021. Sarà un momento di confronto, condivisione e crescita per il team.

Si prospettano nuove sfide e nuovi target da raggiungere per la nostra rete di agenti sul territorio.

Tante conferme e nuovi partner si affidano alla nostra expertise sul canale per approfondire gli aspetti operativi, scientifici, normativi e commercializzare i loro prodotti in Farmacia.

L’obiettivo è iniziare consapevoli e con nuovi stimoli questo 2021, facendo tesoro di ciò che abbiamo imparato lo scorso anno e, contemporaneamente, volgere già il nostro sguardo al futuro.

Ripartiamo da questo 2021, pronti ad affrontare nuove sfide tutti insieme!


PROXIMA lancia l’e-commerce per i professionisti della salute

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PROXIMA lancia l’e-commerce per i professionisti della salute con gli indispensabili anti-covid.

Proxima Salute, realtà imprenditoriale sinergica che si occupa della commercializzazione di prodotti salute con una rete capillare di agenti sul territorio per il canale farmacia, scende in campo e diventa partner anche del medico.

Nasce Proxima Professional: il primo e-commerce dedicato ai professionisti della salute per un acquisto esclusivo, sicuro e veloce di prodotti indispensabili per la protezione e la sicurezza dell’ambulatorio e dei pazienti.

Grazie alla user experience semplice e immediata, il professionista della salute potrà trovare offerte sempre aggiornate nelle tre categorie ad oggi più importanti: monitoraggio, protezione e igiene.

Il professionista della salute con un semplice click potrà acquistare gli indispensabili anti-covid: le mascherine, il gel igienizzante mani e l’ultimo arrivato in casa Proxima, il pulsossimetro da dito.

Vuoi saperne di più?

Visita il sito: https://www.proxima-professional.com/


SMARTBUY™: il primo eCommerce B2B esclusivo per gli acquisti flash da parte dei farmacisti

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SMARTBUY™: il primo eCommerce B2B esclusivo per gli acquisti flash da parte dei farmacisti

Proxima Salute – nell’ambito del format di spinta integrata sell-in/sell-out ‘Stravincere in Farmacia’ – lancia SMARTBUYTM, un’esperienza agile di acquisto omnicanale dedicata al farmacista e pensata per supportare le aziende della salute nel passaggio alla digitalizzazione e integrazione delle proprie reti commerciali.

Il primo lockdown ha evidenziato le difficoltà degli agenti ad interfacciarsi in presenza con il farmacista, anch’egli in difficoltà a regolare tempi e accessi nel proprio punto vendita.

Un’accelerazione verso il digitale che non ha colto di sorpresa Proxima Salute, che lancia un servizio innovativo in grado di rispondere alle esigenze sia delle health industry – ampliamento del parco clienti, gestione omnicanale delle offerte, fidelizzazione della clientela – che dei farmacisti, che necessitano di procedure più semplici per gli ordini, di offerte dedicate , di visibilità di attività di sell-out oltre che una gestione più flessibile del proprio stock a magazzino. Con SMARTBUYTM ogni giorno i farmacisti troveranno offerte esclusive dedicate e un team di agenti virtuali a loro disposizione.


Il Drive-in arriva in farmacia

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Il Drive-in arriva in farmacia

Richard Hollingshead Jr. , un rivenditore di parti di ricambio per automobili,  “brevettò” l’idea del drive in, allestendo sul cofano della sua auto un proiettore 128 Kodak e un telo a due alberi.

Nel 1933 nasceva così in America il primo drive in: uno schermo dove proiettare un film, una macchina e uno snack sotto il cielo stellato.  Dieci anni dopo, negli Stati Uniti, si contavano circa 100 spazi dedicati ai film all’aperto.

OGGI A CORBETTA, IN UN COMUNE DI MILANO, VIENE INAUGURATA LA PRIMA FARMACIA DRIVE-IN.

Nel 1937 i fratelli Richard e Maurice McDonald aprivano un chiosco di hot dog; subito dopo un ristorante drive-in per gli automobilisti di passaggio. Un successo che ha fatto storia.

Oggi a Corbetta, in un comune di Milano, viene inaugurata la prima farmacia drive-in. Sarà possibile acquistare farmaci, prenotare visite all’ospedale, erogare esenzioni, tutto questo comodamente seduti nella propria auto.

La farmacia presterà il servizio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Il tempo determinerà se questo format avrà lo stesso successo per tutti i consumatori della farmacia.


Farmacia: i prodotti salva fatturato

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Farmacia: i prodotti salva fatturato 

Sono i prodotti del comparto “consumer” a bilanciare il trend negativo dei prodotti etici di fascia A (farmaci essenziali e per le malattie croniche il cui costo è a carico dello Stato) e di fascia C (a carico del cittadino ma con obbligo di prescrizione).

Nel 2018 il mercato dei farmaci etici ha riscontrato una diminuzione del 3,5% rispetto al 2017, arrivando a quota 14,4 miliardi. Il fatturato complessivo nello scenario italiano dei prodotti venduti in farmacia chiude il 2018 con 24,4 miliardi di euro (-1,3% rispetto al 2017). A descriverlo è Iqvia, provider globale di informazioni in ambito sanitario, tecnologie innovative, consulenza e servizi di ricerca clinica.

MERCATO FARMACIA IN CALO NEL 2018 MA IL FARMACISTA MANTIENE STABILE IL SUO FATTURATO. ECCO COME

Nonostante il trend negativo, il fatturato della farmacia si è mantenuto stabile negli ultimi anni, grazie alla capacità del farmacista di rinnovarsi, puntando sul comparto commerciale: farmaci da banco, integratori e cosmetici. Positivo infatti il trend di questi prodotti definiti “consumer” che hanno raggiunto i 10 miliardi di euro, con un incremento del 2,1% rispetto al 2017.

I consumatori sono sempre più attenti al benessere personale e sentono meno l’esigenza di richiedere la consultazione del medico per le malattie lievi, così si informano e si rivolgono al farmacista, ruolo che sta assumendo una maggior responsabilità e rilevanza nella cura delle malattie lievi e nella consultazione per i prodotti dediti alla cura personale, all’igiene e alla cosmesi. Mercato in aumento con +0,7%.

Questa attenzione ha portato ad una accelerazione nel mercato degli integratori, con una crescita del 4,5% di complessi vitaminici, minerali e probiotici e ad un trend in salita per i prodotti da banco di automedicazione (+2,6%).

La stabilità del fatturato della farmacia però è continuamente messa a dura prova dalla crescente competizione, dovuta alla continua apertura di nuove farmacie (circa 400) e al crescente peso dell’e-commerce. A questo punto, il farmacista, non può permettersi di esser superato e deve puntare sui servizi e sull’innovazione.


Attivo il sistema europeo anticontraffazione dei farmaci

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Attivo il sistema europeo anticontraffazione dei farmaci

 

È entrato ufficialmente in vigore il sistema europeo per contrastare la contraffazione dei farmaci: dal 9 febbraio 31 Stati (i 28 Paesi membri più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) dello Spazio economico europeo (See) devono apporre un codice identificativo univoco a barre bidimensionali (chiamato datamatrix 2d). La notizia è stata diffusa attraverso una nota congiunta di Farmindustria-Aip-Assogenerici.

DAL 9 FEBBRAIO È ENTRATO UFFICIALMENTE IN VIGORE IL SISTEMA EUROPEO PER CONTRASTARE LA CONTRAFFAZIONE DEI FARMACI.

 

 

Il sistema collega ben 2.000 aziende farmaceutiche, circa 6.000 grossisti, 140.000 farmacie, 5.000 farmacie ospedaliere e tutti i dispensatori di medicinali attivi nello spazio economico Ue. Il nuovo Emvs (European Medicines Verification System), il sistema europeo di verifica dei medicinali, procederà con la verifica dell’autenticità dei farmaci.

All’Italia, così come per Belgio e Grecia, è stata concessa una proroga sino al 2025 considerando il fatto che in questi Paesi è già presente un sistema per garantire sicurezza e qualità; in Italia è utilizzato il bollino autoadesivo però le imprese che producono ed esportano per oltre il 70% si sono già attivate per adeguare le linee produttive, così da poter rispondere sin da subito alle richieste del mercato europeo.

Per non parlare del fatto che, come si può leggere nella nota congiunta, :”[…] In ogni caso, la filiera farmaceutica in Italia ha da tempo avviato un tavolo per costituire l’organismo consortile nazionale (National Medicines Verification Organization – NMVO) previsto dalla normativa comunitaria. Le aziende produttrici del nostro Pese sono già da tempo pronte – grazie all’impegno profuso negli ultimi tre anni – qualora il Governo dovesse optare per una immediata operatività del sistema anche su nostro territorio”.

 


Addio a Stewart Adams, padre dell’ibuprofene

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Addio a Stewart Adams, padre dell’ibuprofene

Si è spento a 95 anni nella sua casa in Inghilterra, a Nottingham, Stewart Adams. È grazie al suo contributo scientifico che negli anni ‘60 fu scoperto l’acido composto 2-(4-isobutilfenil) propionico, il famoso ibuprofene.

GRAZIE AL SUO CONTRIBUTO SCIENTIFICO NEGLI ANNI ’60 FU SCOPERTO L’ACIDO COMPOSTO 2-(4-ISOBUTILFENIL) PROPIONICO, IL FAMOSO IBUPROFENE.

Nato nel 1923 a Byfield, nel Northamptonshire, intraprese un percorso di apprendistato all’età di 16 anni, dopo aver abbandonato gli studi, presso una farmacia al dettaglio gestita da Boots. Seguì la laurea in Farmacia e un dottorato in farmacologia all’Università di Leeds: terminato il percorso accademico, fece ritorno nel dipartimento di ricerca della Boots Pure Drug Company Ltd nel 1952.

È qui che Stewart Adams fece la scoperta che cambiò la sua vita e quella di milioni di persone nel mondo, mentre ricercava un farmaco che potesse alleviare il dolore reumatico, senza dare effetti collaterali. Nel 1961 fu depositato il brevetto mentre nel 1966 vennero condotti gli studi clinici da cui fu dimostrato l’effetto antinfiammatorio dell’ibuprofene. Nel 1969 il farmaco fu reso disponibile solo su prescrizione medica sino al 1983, anno in cui non fu più necessaria la ricetta.

Un caso di successo quello dell’ibuprofene di cui lo stesso Adams testò l’efficacia nel corso della sua carriera: nel 2015 alla Bbc rivelò come, dopo una serata con amici, decise di affrontare i sintomi della sbornia con la sua stessa scoperta, per poter affrontare in modo dignitoso un discorso che avrebbe dovuto affrontare l’indomani durante un convegno. Inutile dire che l’ibuprofene gli diede un grande aiuto, come ai tantissimi che si affidano ai suoi benefici nella quotidianità di tutti i giorni.

 


Brexit, preoccupazioni per l’industria farmaceutica

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Brexit, preoccupazioni per l’industria farmaceutica

Theresa May si salva ottenendo la fiducia alla Camera dei Comuni, dopo una sconfitta eclatante del 15 gennaio per l’accordo con l’Unione Europea sulla Brexit.

IL DIRETTORE GENERALE DELL’EFPIA, NATHALIE MOLL, RICHIAMA l POLITICI A DIRIGERE LE ATTENZIONI SU SICUREZZA E SALUTE DEI CITTADINI 

Una breve pausa nel clima agitato che sta scuotendo le coste della penisola britannica: sempre di più si avvicina il 29 marzo, giorno in cui il Regno Unito uscirà ufficialmente dall’Unione Europea. I timori sono proiettati verso il rischioso “no deal” con i 27 paesi membri che porterebbe con sé gravi conseguenze sul piano economico e commerciale.

Tra le preoccupazioni, grandi sono anche quelle che turbano il settore farmaceutico. Su questi toni si è espresso il direttore generale dell’Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) Nathalie Moll che richiama i politici a dirigere le attenzioni su sicurezza e salute dei cittadini nel corso delle trattative.

Le conseguenze temute sono diverse: “In particolare, queste possono arrivare dallo smantellamento della catena di fornitura dei farmaci, a partire dai ritardi nei trasporti alla frontiera e dal fatto che l’approvazione dei farmaci non godrà più del ‘mutuo riconoscimento’» queste le sue parole.

Nel comunicato si leggono poi una serie di indicazioni per garantire una continuità nell’immediato futuro, tra cui l’importanza di riconoscere momentaneamente la validità dei test condotti in Gran Bretagna e il dover garantire per i farmaci procedure doganali semplificate.


Reumatologia: il Tar del Piemonte dice no all’uso di un solo biosimilare

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Reumatologia: il Tar del Piemonte dice no all’uso di un solo biosimilare

Bocciata la proposta sull’acquisto di un solo biosimilare per la cura di alcune patologie reumatiche avanzata dalle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lazio, Sardegna e Veneto. Il ricorso della Sir (Società italiana di reumatologia) ha così difatti impedito quello che è stato definito dagli esperti un tentativo di monopolio inaccettabile.

 

BOCCIATA LA PROPOSTA SULL’ACQUISTO DI UN SOLO BIOSIMILARE PER LA CURA DI ALCUNE PATOLOGIE REUMATICHE

Le cinque regioni si erano trovate di comune accordo nell’istituire una gara sovraregionale per la fornitura di adalimumab, utilizzato per artrite reumatoide, psoriasica e morbo di Crohn. Ribadendo la posizione favorevole verso i biosimilari, farmaci considerati sicuri ed efficaci, gli esperti hanno tenuto a spiegare l’importanza di mantenere anche il farmaco originator; ad esempio, per i pazienti in cura da anni cambiare terapia porterebbe con sé un rischio troppo elevato, sia di natura collaterale che a livello della stessa efficacia.

La prescrizione medica e la responsabilità che ne deriva sono a carico del medico che persegue l’obiettivo morale ed etico di curare il proprio paziente; l’offerta ampia dei biosimilari mette a rischio questo atto, figurando uno scenario in cui i pazienti si affidano all’offerta di farmaci sempre meno costosi, cambiando terapia solo sulla base di una decisione di natura vantaggiosa in termini economici.

Il presidente uscente della Sir, Mauro Galeazzi, ha precisato che è prossimo un incontro anche con Aifa per discutere di quanto avvenuto. La libertà e adeguatezza prescrittiva sono state riconosciute come principi fondamentali che non devono in alcun modo venire a mancare o essere messi in disparte rispetto a scelte basate unicamente su ragioni di tipo economico.

 

 


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